dolce o salato???

Quanto ci piace il prosciutto, ebbene si sembrerà strano nella nostra concezione di europei un po’ ottusi in fondo, e secondo quello che sappiamo del popolo orientale non ci saremmo mai aspettati che effettivamente anche loro mangiassero il prosciutto, visto le pietanze strane e particolari che incontriamo sulle loro tavole. Un momento però, non aspettatevi ora di riuscire a mangiare in un piccolo paese un bel panino al prosciutto; anche perchè da sottolineare è che la popolazione cinese sa forse lontanamente che cos’è un il pane, visto che come già detto è un alimento che sostituiscono con il riso o con altri tipi di impasti. Quello che ci propongono loro non si smentisce mai della loro cultura: parliamo di un prosciutto speciale, ciòè in sciroppo di miele.
Ingredienti:
  • 500 gr di prosciutto cotto in un pezzo intero
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiai di miele chiaro ( per noiquello di acacia è perfetto)
  • 2 cucchiai di vino di riso o di sherry secco
  • 2 cucchiaini di brandy di ciliegie
  • 2 cucchiaini di farina di grano turco
Preparazione: 
Mettere innanzitutto a bagno per 12 ore il prosciutto in acqua fredda. Riempire  per metà la parte inferiore di una pentola per la cottura a vapore con acqua bollente, quindi riporreil prosciutto nella parte superiore della pentola e far cuocere a fuoco moderato per un paio d’ore; dopodichè trasferirlo su un piatto per farlo raffreddare. Quando è freddo fare delle fettine di 1/2 cm e quindi disporlo su un piatto da portata; a questo punto mescolare tutti i restanti ingredienti in un tegame aggiungendo un bicchiere d’acqua e continuare a mescolare accuratamente fino ad ebollizione, quindi togliere dal fuoco e versare sulle fette di prosciutto per servirlo immediatamente ben caldo.
 

ma il bambu si mangia??

Noi occidentali infatti pensiamo che il bambu lo mangino i panda come vediamo in tutti i documentari, e che tra le altre ne vanno pure ghiotti. Ma la domanda qual’è?? La risposta è sicuramente che e i panda hanno scielto cos’ amorosamente questa pianta un motivo ci sarà, e infatti anche i cinesi ne vanno ghiotti e la usano per accompagnare innumerevoli piatti, ovviamente perchè sempre pieno pieno di fibre e quindi molto salutare.
Ingredienti:
  • 3 etti di lombo di maiale misto grasso
  • 1 scatola di bambu
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 2 cucchiai di sherry secco
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • aglio spremuto
  • pepe bianco macinato fine al momento
  • 1 cucchiaio di fecola di patate
  • olio di semi

Preparazione:

Tagliare la carne a striscioline, infarinarla e marinarla con lo sherry e gli altri ingredienti. A parte fare a fette fini il bambu a becco di flauto, e far rosolare in una padella con olio a fuoco vivace;  quindi aggiungere un goccio di salsa di soia, cuocere per 2 minuti girando e togliere dal fuoco. Con altro olio caldo a fuoco vivace, rosolare la carne per un minuto e mezzo mescolando continuamente, aggiungere il bambu, quindi mescolare per venti secondi con fuoco vivace e spegnere. servire caldo, buon appetito. 

cucina del lusso e della cura

In Cina vi è l’usanza di usare cucine particolari appositamente scelte, che variano in base a chi deve mangiare e in base all’occasione.
Si tratta di gastronomie che comprendono la cucina imperiale, appositamente scelta per l’imperatore al quale veniva presentato un banchetto impreziosito da stoviglie-gioielli e cerimonie.
Quella vegetariana si diffuse particolarmente durante le dinastie Ming e Qing, ma era nata per soddisfare monaci e religiosi, che si adattavano a cibi più umili eliminando carne e pesce considerati lussuriosi e comunque costosi.
Infine ma non meno importante troviamo la cucina terapeutica, in questa sono in pratica collegate le caratteristiche dell’arte culinaria cinese con quelle della medicina tradizionale cinese, che si rifà a tutte le discipline orientali diffusasi successivamente in tutto il mondo. Risulta  quindi come una sorta di terapia alimentare, nella quale vengono impiegate anche sostanze rinvigorenti e tonificanti, per aumentarne l’efficacia, e quindi è caratterizzata da una lunga ricerca delle proprietà benefiche alimentari delle piante e delle spezie, che spesso erano usate negli infusi come medicinali. Si creano olii particolari come l’olio di serpente, purificante e lenitivo; sono molto diffuse pietanze come il ginger, il giglio, il loto, lo zenzero e altre ancora, tutte caratterizzate da sapori però molto forti e molto particolari, che riescono ad essere apprezzate proprio per le loro qualità organolettiche. I cinesi riescono a integrare nella loro cucina alimenti che noi occidentali mai ci saremmo sognati di assumere, mentre per loro per tradizione sono poi entrati a far parte ufficialmente della cucina tipica. Porto un esempio di una zuppa di cavoli, alghe, patate e ginger, che assume le proprietà rinvigorenti, depurative ed energizzanti; condita con un po’ di salsa di soia, sale naturale che evita la ritenzione idrica, diventa molto saporita.

 

cantonese per tutti

La cucina cinese è molto particolare, ma un piatto che piace a tutti c’è e quindi niente paura per chi è un po’ schizzinoso o non si fida delle ricette del popolo d’oriente. Parliamo del riso alla cantonese, un piatto semplice ma saporito allo stesso tempo che anche i più impediti in cucina possono tranquillamente fare. Ecco la ricetta.

Ingredienti:

  • riso
  • proscitto a cubetti
  • uova
  • piselli
  • carote
  • salsa di soia
  • olio di girasole o di sesamo

Preparazione:

Cuocere il riso in abbondante acqua salata e scolarlo sotto l’acqua fredda quando è cotto. Mettere un filo di olio nella padella, ovviamente meglio se wok, e quando è caldo mettere il prosciutto a cubetti, far soffriggere e aggiungere le carote tagliate precedentemente a cubetti e i piselli. Quando sono ben caldi versare le uova e continuare a mescolare in modo che diventino tutte a pezzetti e non rimangano compattate. Una volta cotte aggiungere quindi il riso e far soffriggere tutto insieme, quindi sfumare con un goccio di salsa di soia ad insaporire il tutto. Il pranzo è servito!

non bolle proprio in pentola..ma nella wok!!

La cucina cinese è molto varia e articolata anche se la base su cui si formano tutte le ricette è sempre la stessa; in base alle varie aree ci sono ricette tipiche differenti o variazioni degli stessi piatti, variazioni però che fanno assumere alle pietanze sapori anche molto diversi, che si vanno poi a contraddistinguere e riconoscere per colore, profumo e gusto. I cinesi sono molto attenti alle combinazioni nutrizionali dei cibi che cucinano e in base a questo scelgono anche la tipologia di cottura. I gusti cinesi variano secondo le zone, il clima, le condizioni storiche e le abitudini.
In Cina la cucina si suddivide di solito in quattro tipi in base alle zone del Guangdong , dello Shandong, del Sichuan e Huai-yang, mentre le pietanze del Fujian, Zhejiang, Hunan, Anhui, di Beijing e Shanghai sono conosciute e riproposte in tutto il paese.
In Guangdong la cucina è attenta agli ingredienti, che si presentano ricchi ma che vengono combinati a riprodurre un sapore delicato; infatti oltre al pesce si mangiano anche carne, serpente e uccelli.
Tipici sono il Brodo di serpente, lo Stufato di maialino, la Zucca dalle 8 preziosità e i Gamberetti fritti.
                                                                                     by Noodlepie

Sichuan è caratterizzata dal sapore, difatti vengono usati spesso condimenti molto piccanti e una larga varietà di spezie con cui vengono composte salse da accompagnare ad esempio alla Carpa bollita, al Mapo douifu, al Pollo in crema di fagioli, alla Carne di pollo arrosto al sugo.
By Sifu Renka

In Shandong invece predomina una vastissima varietà di ingredienti di tutti i tipi; ma essendo situata sulla costa molto rinomate sono le zuppe, la maggior parte ovviamente con molluschi e crostacei di cui si fa largo uso.                By MsWine                        

Huai-Yang diventa l’acronimo delle due città a cui principalmente si riferisce, cioè Huai’an e Yangzhou, dove si trovano ricette molto articolate con ingredienti particolari come il Pesce madarino in agrodolce, il Carassio al vapore avvolto in foglie di loto, la Tartaruga con uova di piccione.       By WinPun

Nazionalmente quarantuno

Anche in Italia si sta diffondendo sempre di più la cucina straniera ed orientale, la gente comincia a essere più curiosa e meno diffidente.
Mentre negli altri paesi è usanza mangiare cucine diverse degli altri popoli, in Italia, dove siamo così radicalmente attaccati alle nostre tradizioni, c’è sempre stato un po’ di distacco; vero anche che, si sà, la cucina italiana è sempre la cucina italiana e resta una delle migliori al mondi: niente da dire.
Ciò non significa che cambiare aria culinaria non faccia bene, anche lo stomaco vuole la sua parte, e ci sono veramente una miriade di ricette favolose che si possono provare e che risultano gustose e accattivanti quanto le nostre.
Si stanno moltiplicando in Italia i ristoranti etnici, e c’è chi alla promozione di queste cucine mette anima e corpo, per diffonderle e farle conoscere.
ASSOCIAZIONE QUARANTUNO si chiamano loro, la loro sede è ad Alessandria e svolgono un lavoro di promozione della qualità gastronomica; sono stati certificati dall’associazione GASTRONAUTI e si occupano di controllare e diffondere prodotti di qualità in una atmosfera di impegno e relax culturale allo stesso tempo. La cosa più bella è che si danno da fare per organizzare cene a tema sulle varie nazionalità culinarie e in un ambiente di approfondimento culturale in collaborazione con il loro attentissimo cuoco, perchè niente rimanga isolato dall’oblio e svanisca dalla memoria. Se avete voglia di una serata diversa informatevi dei loro eventi e tuffatevi in una nuova atmosfera, non ve ne pentirete.

e i gingilli del toro??

Qual e’ l’animale piu’ disgraziato? Il bue, perche’ e’ cornuto, castrato e figlio di una vacca!
Ok, a parte questa piccola introduzione vi spiego brevemente questo scoop…eh si perchè i tori migliori sono proprio quelli castrati e spesso gli viene effettuata questa pratica, soprattutto a quelli da allevamento proprio per renderli più mansueti al lavoro ed è risaputo che questa prelibatezza è veramente squisita; c’è chi li fa fritti e chi invece soprattutto in cataluna li fa così, semplici semplici… 

Ingredienti:

  • 400gr testicoli
  • 200gr animelle di vitello
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 rametto prezzemolo
  • olio
  • sale e pepe

Preparazione:

Lasciate spurgare i testicoli in acqua fredda per alcune ore, lavate bene le animelle in acqua corrente, poi sbollentatele per 5 minuti circa e poi pulitele togliendo la pellicina e il grasso. A questo punto tagliate i testicoli e le animelle a fettine; conditeli con sale e pepe. Fate scaldare in una padella un po’ di olio e aggiungete i testicoli e le animelle, mescolate bene bene e fate dorare, quindi aggiungete l’aglio pulito e tritato e fatelo imbiondire per unire infine il prezzemolo tritato. Quando avete scolato dal grasso di cottura servite su un piatto preriscaldato perchè deve essere portato in tavola caldissimo. Tutta la ricetta va cotta molto rapidamente e a fuoco vivo.

 

involtini de noatri

Sembra facile ma non è difficile!!

Se anche voi volete fare gli involtini primavera, niente paura non è così difficile come dicono.
Prima di tutto bisogna assolutamente che vi rechiate in un bazar di prodotti alimentari cinesi e thailandesi e che cerchiate queste sottospecie di piadine, come appaiono agli occhi, che potrete trovare anche sotto il nome di Spring Rolls, nome inglese degli involtini primavera; li comprate e li fate scongelare…non preoccupatevi potete farne quanti ne volete tanto possono essere ricongelati senza problemi…misteri cinesi!! Ok, a questo punto preparate gli ingredienti:
  • 1 zucchina
  • 1 carota
  • 1 barattolo di germogli di soia
  • 3 champignones medi
  • 1peperone piccolo
  • salsa di soia
  • 50 gr spaghetti di riso
  • olio per friggere
  • 1 uovo

Preparazione:

Mettere a bollire gli spaghetti di riso in abbondante acqua, una volta morbidi scolare ed insaporire con un po’ di salsa di soia. Tagliare tutte le verdure a giulienne e scottare sulla padella i peperoni tagliati fini se non si amano crudi, non cuocere le altre verdure perche sennò farebbero troppa acqua e inumidirebbero il foglio dell’involtino. Separare quindi il rosso dell’uovo dal bianco e disporre un foglio di involtino alla volta su una tovaglietta; riporre in un angolo un po’ di ingredienti a piacere ( si possono infatti anche alternare), cominciare ad arrotolare dall’angolo in cui sono state riposte le verdure fino a poco più della metà, dove gli angoli esterni vengono presi per essere ripiegarti all’interno e continuare così ad arrotolare fino in fondo. Applicare sulla punta finale un po’ di chiaro d’uovo che servirà ad incollare le parti e sigillare l’involtino. A questo punto portare l’olio nella pentola a temperatura ed immergere gli involtini fino a che non sono dorati, scolarli nella carta assorbente è la cosa migliore per togliere l’olio d’eccesso.

 L’antipasto è pronto e si può servire accompagnato da della salsa di soia oppure con la salsa agrodolce,che sicuramente troverete nel solito Bazar alimentare.
 

 

 

 

Per le giornate calde

  Quando si cammina cammina e cammina a volte può anche passare la fame…soprattutto nei periodi di caldo torrido. Ma servono energie e non si può non mangiare: per questo si può però optare ad una zuppa fredda, fresca e nutriente: il GAZPACHO! Quella tipica è valenciana ma se ne posono trovare simili variazioni in tutto il paese ed è ricca ma non appesantisce; pasto ideale per continuare a camminare fino a sera!!

 Ingredienti:

  • 1 cipolla
  • 1 piccolo peperone
  •  ½ cetriolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 pomodori maturi
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di paprika
  • 50 g di pane ammollato nell’acqua e strizzato
  • una tazzina d’olio
  • ½ tazzina d’aceto
  • ½ cucchiaino di pepe.
     

Preparazione

Passare nel frullatore tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo. Se risulta troppo denso diluire con un po’ di acqua. Passare successivamente con un colino fino e lasciare alcune ore nel frigorifero. Quando deve essere servito si possono preparare delle tartine con del formaggio o del prosciutto per avere un po’ di gusto in più, oppure semplicemente accompagnare con delle ciotoline  con del pane a pezzatti, un trito di cipolle, pomodori a pezzetti, peperoni e cetrioli sminuzzati. Per gli amatori della sermplicità si possono accompagnare semplicemente delle patate arrosto.

Ovviamente si possono fare delle variazioni e in base hai vegetali che si utilizzano per fare questa zuppa fredda cambierà il suo colore, ad esempio quesa è bianca oerchè utilizza sedano patata e cipolla.
 
 
 
 
 
 

 

con il toro

Questa è una ricetta originaria della regione Cordoba, è un piatto tipico assolutamente fantastico che non si può non assaggiare in Spagna, anche perchè la carne del toro in Spagna è una delle più utilizzate, visto che i tori utilizzati nelle varie corride una volta uccisi vengono mangiati. Effettivamente sono le migliori perchè provengono dalle bestie più forti e curate, sono quelle che durante la vita hanno mangiato meglio e che sono quindi magre ma muscolose.
E’ una cosa orribile ma almeno non viene sprecata tutta quella carne di una bestia che è morta invano cambattendo in una orribile arena; tra l’altro non è ben facile reperire la carne di toro e quindi sempre vengono usate le code.
Rabo de toro

Ingredienti:

  •  1.5 di coda di toro
  • 250 gr di carote
  • 100g di cipolle
  • 100g di porro
  • 6 spicchi d’aglio
  • 400g pomodori
  • 1 cucchiaino di paprika dolce
  • 100ml di dry sherry
  • 50ml di Brandy
  • 25ml di olio d’oliva
  • 10 foglie di alloro
  • 2 cucchaini di prezzemolo fresco
  • ½ cicchiaino di timo essiccato
  • ½ cucchiaino di pepe nero
  • sale
Preparazione:

Taglia la coda di toro in piccoli pezzi, falli rosolare nell’olio e poi toglili dalla pentola. Aggiungi la cipolla tagliata a pezzi, le rondelle di carota, il pezzo di porro e l’aglio schiacciato per scottarli nell’olio rimanente. Pela e togli i semini ai pomodori, tagliali e aggiungili infine alle altre verdure. Aggiungi il timo e le foglie d’alloro. Rimetti la carne nella pentola e aggiungi il brandy e lo sherry su di essa. Copri il tegame e cuoci a fuoco lento finchè la carne non diventa morbida e se ne staccano le ossa. Per questo ci potrebbero volere anche 5 ore ma usando una pentola a pressione si può riuscire a risparmiare un po’ di tempo. Aggiungi altra acqua se si asciuga troppo ma fare attenzione perchè la salsa deve essere asciutta e densa. Cospargi con il prezzemolo e servi con un purè di patate.

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