conformazione del monastero

Come tutti i monasteri lamaisti  il monastero di Labrang si compone delle seguenti parti: ZACANG, zona contenente sei stanze dove si studiano le diverse scienze e ci si riunisce per studiare e leggere i libri canonici; LAKANG, zona sacra dove si va a venerare il Buddha; NANGQIAN, 18 stanze adibite a centri amministrativi e a camere da letto dei “Buddha viventi”, cioè dei monaci eletti; e infine QIAODENG: la pagoda color bianco.
Prima di entrare avevamo detto che si situavano delle ruote di preghiera, infatti circondando tutto il monastero fanno si che sul lato meridionale, lungo l’argine settentrionale del fiume si possono seguire a  le ruote fino al lato opposto del monastero; esperienza unica è camminare in senso orario insieme ai monaci lungo il monastero, attenzione però, il processo è molto lungo: ad ogni ruota infatti ci si ferma e si prega. Per farsi un ‘idea della sua estensione originale, si possono osservare i dipinti nella sala delle Esposizioni, sul muro dalla parte opposta all’entrata, che illustrano la conformazione della zona buddista lamaista. Tutti gli edifici monastici più importanti si trovano a nord della strada principale: sei scuole, dove si studia astronomia, buddhismo esoterico, legge, medicina e teologia; templi e le residenze dello Jiemuyang insieme a quartieri abitativi dedicati ai monaci. L’attuale Jiemuyang è la sesta incarnazione ed è al terzo posto della gerarchia del buddhismo tibetano: il Dalai Lama è al primo.

Filosofia di vita..

Il buddhismo non è propriamente una religione, bensì uno stile di vita e una disciplina spirituale che deriva da un esperienza vissuta dal cosiddetto Siddhàrta Gautama e che si fonda sui suoi insegnamenti provenienti da un sogno che gli ha rivelato le QUATTRO NOBILI VERITà. Queste verità sono state poi diffuse dal Buddha durante un sermone che ha avuto gran sucesso, e che ha dato il via alla diffusione di un insieme di tradizioni, sistemi di pensiero, pratiche e tecniche che non sono legate tanto alla spiritualità in sè quanto ad una vera e propria disciplina di comportamento con cui affrontare le insidie della vita. Siddhàrta prese il nome di Bhudda perchè significa “COLUI CHE é RISVEGLIATO”, poichè svegliandosi dal sonno, come suddetto, ricevette questa illuminazione.
L’obbiettivo principale di questa disciplina è di risolvere le quattro “sofferenze” fondamentali della vita: nascita, malattia, vecchiaia, morte; e per fare questo è necessaria seguire una retta via con la quale condurre la propria vita, assumendo una condotta che possa evitare eccessi e assolutismi, quindi l’egoismo e la noncuranza: cercando di seguire queste regole si potrà vivere la vita pienamente e godere di tutte le cose belle abbattendo le paure fondamentali della vita.  
Allora quello che mi chiedo è, forse dovrei cominciare ad aderire a questa disciplina per riuscire a godere della vita e trovare la felicità che al giorno d’oggi per le logiche che governano il mondo si dimentica spesso quale sia e si dimentica l’essenza delle cose vere e delle cose importanti, quelle che in realtà riescono a riempire il cuore degli uomini, che non possono sicuramente essere concrete proprio per la loro natura e che si devono astrarre al di sopra della materialità delle cose; ecco io vorrei riuscire a riconoscere queste cose e a trovare la serenità all’interno di questo campo minato che è la vita e che a volte ricopre di sofferenze, vorrei che le persone imparassero a capire che cos’è che luccica, perchè è proprio vero che non è tutto oro quel che luccica, anzi le cose vere probabilmente splendono ma semplicemente abbiamo la vista troppo offuscata per vederle e riconoscerle, così ce le facciamo sfuggire e le perdiamo, rimanendo vili individui smarriti nel mondo. Chi lo sa…diventerò buddhista?