bamboo

Il Bamboo è una pianta che cresce libera e felice in steli lunghissimi, molto legnosa e ricca di fibre, in zone fredde e umide sono si formano delle intere foreste: foreste di bamboo; i panda ne vanno ghiottissimi e adorano mangiarli ma soprattutto perchè per la loro conformazione fibrosa li aiutano a curare i loro denti e a pulirli, visto che le sue macselle sono così potenti da triturare il metallo, mentre con i suoi occhioni da procione vede poco e niente: povera stella!
Il panda è il simbolo della Cina, e ovviamente anche del wwf, visto che è un aspece in estinzione, questo bellissimo orsacchiotto morbido e gigante, che tutti vorrebbe abbracciare e che invece viene ucciso brutalmente. Il suo muso buffo è inconfondibile, con questa colorazione bianca e nera sembrerebbe un grende procione invece appartiene alla famiglia degli orsi.
 

              

dolce o salato???

Quanto ci piace il prosciutto, ebbene si sembrerà strano nella nostra concezione di europei un po’ ottusi in fondo, e secondo quello che sappiamo del popolo orientale non ci saremmo mai aspettati che effettivamente anche loro mangiassero il prosciutto, visto le pietanze strane e particolari che incontriamo sulle loro tavole. Un momento però, non aspettatevi ora di riuscire a mangiare in un piccolo paese un bel panino al prosciutto; anche perchè da sottolineare è che la popolazione cinese sa forse lontanamente che cos’è un il pane, visto che come già detto è un alimento che sostituiscono con il riso o con altri tipi di impasti. Quello che ci propongono loro non si smentisce mai della loro cultura: parliamo di un prosciutto speciale, ciòè in sciroppo di miele.
Ingredienti:
  • 500 gr di prosciutto cotto in un pezzo intero
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiai di miele chiaro ( per noiquello di acacia è perfetto)
  • 2 cucchiai di vino di riso o di sherry secco
  • 2 cucchiaini di brandy di ciliegie
  • 2 cucchiaini di farina di grano turco
Preparazione: 
Mettere innanzitutto a bagno per 12 ore il prosciutto in acqua fredda. Riempire  per metà la parte inferiore di una pentola per la cottura a vapore con acqua bollente, quindi riporreil prosciutto nella parte superiore della pentola e far cuocere a fuoco moderato per un paio d’ore; dopodichè trasferirlo su un piatto per farlo raffreddare. Quando è freddo fare delle fettine di 1/2 cm e quindi disporlo su un piatto da portata; a questo punto mescolare tutti i restanti ingredienti in un tegame aggiungendo un bicchiere d’acqua e continuare a mescolare accuratamente fino ad ebollizione, quindi togliere dal fuoco e versare sulle fette di prosciutto per servirlo immediatamente ben caldo.
 

ma il bambu si mangia??

Noi occidentali infatti pensiamo che il bambu lo mangino i panda come vediamo in tutti i documentari, e che tra le altre ne vanno pure ghiotti. Ma la domanda qual’è?? La risposta è sicuramente che e i panda hanno scielto cos’ amorosamente questa pianta un motivo ci sarà, e infatti anche i cinesi ne vanno ghiotti e la usano per accompagnare innumerevoli piatti, ovviamente perchè sempre pieno pieno di fibre e quindi molto salutare.
Ingredienti:
  • 3 etti di lombo di maiale misto grasso
  • 1 scatola di bambu
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 2 cucchiai di sherry secco
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • aglio spremuto
  • pepe bianco macinato fine al momento
  • 1 cucchiaio di fecola di patate
  • olio di semi

Preparazione:

Tagliare la carne a striscioline, infarinarla e marinarla con lo sherry e gli altri ingredienti. A parte fare a fette fini il bambu a becco di flauto, e far rosolare in una padella con olio a fuoco vivace;  quindi aggiungere un goccio di salsa di soia, cuocere per 2 minuti girando e togliere dal fuoco. Con altro olio caldo a fuoco vivace, rosolare la carne per un minuto e mezzo mescolando continuamente, aggiungere il bambu, quindi mescolare per venti secondi con fuoco vivace e spegnere. servire caldo, buon appetito. 

zuppa carnivora

Il Guriltai shul è una zuppa di montone, altra bestia un po’ particolare che vive in queste zone e che quindi appunto viene utilizzata per creare piatti saporiti ma sempre in linea con la cultura delle discipline di religione e di vita. Vengono consumati animali molto particolari in queste zone che nella maggior parte del resto della cina non vengono cucinate perchè non sono diffuse. Ad esempio altro esemplare diffuso qui in tibet è la scimmia, con cui fanno svariate leccornie, spesso sotto forma di zuppe o piatti lessati.
Ma vediamo come possiamo consumare il montone:

Ingredienti:

  • 500 g di carne di montone mista (con il grasso) tagliata a strisce
  • 2 grosse patate a fette
  • 1 rutabaga sminuzzata
  • 2 cipolle tritate
  • 1 carota tritata
  • 2 cucchiaini di sale
  • 2 o 3 litri di acqua

  • 200 gr di tagliatelle

  • Preparazione:

    In una padella mettere a soffriggere la carne tagliata a fette con un filo d’olio, quindi aggiungere tutti gli altri ingredienti e lasciare scottare nella padella per aggiungere poi l’acqua e il sale; a questo punto far cuocere a fuoco lento e coprire. Riportare ad ebollizione il tutto e versare le tagliatelle, facendole cuocere per il tempo necessario. Una volta pronto servire nelle solite ciotoline quando è ancora fumante.

lo yak…Po cha

Questa zona è fredda ed è necessario riscaldarsi, infatti i monaci tibetani sanno bene che la cosa migliore è bere una bella tazza di tè, ma ovviamente non parliamo del solito tè: questo è molto particolare, in primo luogo perchè è fatto con il burro, che lo rende rigenerante e rinvigorente, in secondo luogo perchè il burro è un burro di yak, una specie di montone che si trova nelle zone del Tibet e che è un animale molto più peloso proprio a causa del clima. Questo tè è ottimo anche per le sue capacità digerenti, ma vista la dieta che seguono i monaci in una vita di nutrizione per il sostentamento e non per la soddisfazione del gusto, non hanno bisogno di questi artefizi per il loro corpo, piuttosto lo sfruttano per riscaldarsi essendo molto caldo e nutriente. E’ molto saporito infatti e risulta quasi come una zuppa, e quindi è la bevanda più diffusa in Tibet dove è facile trovare foglie di tè nero, molto diffuso.

Ingredienti:

  • foglie di tè
  • acqua
  • burro di yak 
  • sale

Preparazione:

Far bollire l’acqua, circa mezzo litro per 2/3 persone, mettere le foglie di tè e far bollire ancora per due minuti, quindi versare il tutto in un cilindro di legno o di bambù e dopo aver aggiunto un paio di cucchiai di burro di yak pigiare bene con un pistone insieme all’acqua calda fino a creare della schiuma e versare quindi nelle ciotole.

 

 

pollo dell’amicizia

Come non si fa a non adorare il pollo al curry?? E’ una delle pietanze preferite qui in quel di Pesaro tra noi laureandi che ce la faranno, come i nostri eroi, e come i nostri eroi che stavano sempre insieme, pur mangiavamo insieme, sempre, come una grande famiglia.
Quante serate, quante situazioni, quanti imbarazzi, quante risate, quante volte questa ricetta di una mia grande amica di San benedetto del tronto è passata di mano in mano, di casa in casa, per alimentare una splendida compagnia che siamo noi. Tra poco tutto questo non ci sarà più, e lascierà un gran vuoto, ma le nostre cene rimarranno sempre nel cuore e tutti si ricorderanno del pollo al curry e della nostra fissa per la cucina orientale. Voglio qui fare un regalo, spero che possa servire ad unire una compagnia di amici e di amori. Vi regalo la ricetta, fatene buon uso.

Ingredienti:

  • 500 gr di pollo
  • 2 carote
  • 2 patate
  • 1 cipolla
  • olio
  • besciamella ( o latte e farina)
  • Curry in polvere
  • riso basmati

Preparazione:

Tagliare i petti di pollo a pezzettini, tagliare poi sia le carote che le patate dopo averle pulite e sminuzzare la cipolla. Preparare in una padella un goccio d’olio, farlo scaldare e aggiungere la cipolla le patate e le carote, fare rosolare e versare il pollo. Una volta scottato il tutto aggiungere dell’acqua, una dose di curry in polvere e coprire la padella. Nel frattempo in un pentolino scaldare del latte, circa poco meno di mezzo litro, e con una frusta girare aggiungendo della farina fino a che non diventa una crema solida; questo è un escamotage per fare una besciamenlla più leggera, evitando di usare il burro: lasciarla abbastanza morbida e insaporire un paio di chicchi di sale. Quando il contenuto di ammorbidisce, aggiungere la besciamella e dopo aver mescolato per amalgamare, far finire la cottura finchè il tutto è morbido.

Nel frattempo mettere a bollire dell’acqua con un filo d’olio e leggermente salata, così da evitare ai chicchi di raggrumarsi e far cuocere il riso per il tempo necessario, quindi scolarlo sotto lìacqua fredda e quando il tutto è pronto servire una manciata di riso a testa con il pollo versato affianco. Si consiglia di accompagnare con un ottimo bicchiere di vino bianco.

cucina del lusso e della cura

In Cina vi è l’usanza di usare cucine particolari appositamente scelte, che variano in base a chi deve mangiare e in base all’occasione.
Si tratta di gastronomie che comprendono la cucina imperiale, appositamente scelta per l’imperatore al quale veniva presentato un banchetto impreziosito da stoviglie-gioielli e cerimonie.
Quella vegetariana si diffuse particolarmente durante le dinastie Ming e Qing, ma era nata per soddisfare monaci e religiosi, che si adattavano a cibi più umili eliminando carne e pesce considerati lussuriosi e comunque costosi.
Infine ma non meno importante troviamo la cucina terapeutica, in questa sono in pratica collegate le caratteristiche dell’arte culinaria cinese con quelle della medicina tradizionale cinese, che si rifà a tutte le discipline orientali diffusasi successivamente in tutto il mondo. Risulta  quindi come una sorta di terapia alimentare, nella quale vengono impiegate anche sostanze rinvigorenti e tonificanti, per aumentarne l’efficacia, e quindi è caratterizzata da una lunga ricerca delle proprietà benefiche alimentari delle piante e delle spezie, che spesso erano usate negli infusi come medicinali. Si creano olii particolari come l’olio di serpente, purificante e lenitivo; sono molto diffuse pietanze come il ginger, il giglio, il loto, lo zenzero e altre ancora, tutte caratterizzate da sapori però molto forti e molto particolari, che riescono ad essere apprezzate proprio per le loro qualità organolettiche. I cinesi riescono a integrare nella loro cucina alimenti che noi occidentali mai ci saremmo sognati di assumere, mentre per loro per tradizione sono poi entrati a far parte ufficialmente della cucina tipica. Porto un esempio di una zuppa di cavoli, alghe, patate e ginger, che assume le proprietà rinvigorenti, depurative ed energizzanti; condita con un po’ di salsa di soia, sale naturale che evita la ritenzione idrica, diventa molto saporita.

 

cantonese per tutti

La cucina cinese è molto particolare, ma un piatto che piace a tutti c’è e quindi niente paura per chi è un po’ schizzinoso o non si fida delle ricette del popolo d’oriente. Parliamo del riso alla cantonese, un piatto semplice ma saporito allo stesso tempo che anche i più impediti in cucina possono tranquillamente fare. Ecco la ricetta.

Ingredienti:

  • riso
  • proscitto a cubetti
  • uova
  • piselli
  • carote
  • salsa di soia
  • olio di girasole o di sesamo

Preparazione:

Cuocere il riso in abbondante acqua salata e scolarlo sotto l’acqua fredda quando è cotto. Mettere un filo di olio nella padella, ovviamente meglio se wok, e quando è caldo mettere il prosciutto a cubetti, far soffriggere e aggiungere le carote tagliate precedentemente a cubetti e i piselli. Quando sono ben caldi versare le uova e continuare a mescolare in modo che diventino tutte a pezzetti e non rimangano compattate. Una volta cotte aggiungere quindi il riso e far soffriggere tutto insieme, quindi sfumare con un goccio di salsa di soia ad insaporire il tutto. Il pranzo è servito!

Alternaliva vegetariana

Per chi non ama carne o pesce o ha deciso di aderire alla filosofia vegetariana o meglio vegana, i cinesi ovviamente hanno sviluppato un ottima alternativa che evita di mangiare animali di ogni tipo; è molto nutriente e assume il sapore di quello con cui viene condito. E’ il toufu, questa apparentemente strana pietanza, che con le sue caratteristiche organolettiche è in grado di sostituire i valori nutritivi di altri cibi e di assumere sapori molto diversi, assumendo in realtà semplicemente latte e fagioli di soia: i fagioli di soia si sa poi sono molto genuini e leggeri e facilitano la digestione. Si può trovare anche nei supermercati italiani o nei soliti bazar, quindi forse è il caso che ve ne troviate uno di fiducia, per poterlo comprare quando volete in tutta sicurezza.

 

dolce un po’ salato, preferito del palato

I cinesi adorano ricoprire i cibi di salse, adorano i sapori particolari e quelli che noi chiamiamo orientali. Cosa c’è di più orientale se non il gusto agrodolce?? L’agrodolce fa da re infatti nella maggior parte dei piatti e la salsa agrodolce viene servita anche in piccole ciotoline per accompagnare altri piatti come involtini, ravioli e quant’altro.Ma come possiamo preparare questa salsa così amata dagli abitanti del Tien Shan??

Ingredienti:

  • 2 cucchiai di sherry secco
  • 1 tazza di succo d’ananas
  • 3 cucchiai di aceto bianco
  • 2 cucchiaini di salsa di soia
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 2 cucchiai di salsa di pomodoro
  • ½ peperone rosso a pezzetti
  • 1 cucchiaio di maizena
  • 1 cucchiaio di acqua.

Preparazione:

Amalgamare lo sherry, il succo d’ananas, la salsa di soia, lo zucchero e la salsa di pomodoro, far quindi cuocere a fiamma bassa, mescolando continuamente fino a far sciogliere lo zucchero. Portare allora a ebollizione e aggiungere il peperone. Contemporaneamente far stemperare la maizena nell’acqua per versarla nella salsa. Lasciare a questo punto cuocere fino a che si restringe, sempre mescolando; infine abbassare la fiamma e lasciar sobbollire per altri 2 minuti. Quindi versare la salsa in una ciotola e servire con ciò che più vi da gioia.

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