rocce e pietre

Rocce e pietre sono un elemento sempre presente nel paesaggio delle valli e si direbbe che i suoi abitanti siano così integrati in questo deserto sassoso da mostrare una passione per i monumenti in pietra che si manifesta in molti modi. Macigni isolati vengono circondati da colonne did sassi sovrapposti, lastre di pietra sono alzate e lasciate confitte fra i ciottoli, ogni valico è modificato da piramidi di sassi deposti ad uno ad uno dai viandanti. Sul mucchio sono spesso appogggiate corna di animali e vengono piantate aste da cui pendono bandiere di stoffa, strisce e preghiere stampate. Chorten, muri muri, Ihato, questi sono alcuni nomi di queste costruzioni con le pietre, che insieme alle bandiere sembrano integrarsi nel paesaggio, sui pendii sabbiosi spiccano le formule scritte con pietre bianche e sulle rocce lisce compaiono graffiti ed incisioni a caratteri cubitali: sembra un paesaggioi dell’altro mondo, come se avessimo fatto un viaggio sulla luna, suggestivo e distensivo allo stesso tempo.
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conformazione del monastero

Come tutti i monasteri lamaisti  il monastero di Labrang si compone delle seguenti parti: ZACANG, zona contenente sei stanze dove si studiano le diverse scienze e ci si riunisce per studiare e leggere i libri canonici; LAKANG, zona sacra dove si va a venerare il Buddha; NANGQIAN, 18 stanze adibite a centri amministrativi e a camere da letto dei “Buddha viventi”, cioè dei monaci eletti; e infine QIAODENG: la pagoda color bianco.
Prima di entrare avevamo detto che si situavano delle ruote di preghiera, infatti circondando tutto il monastero fanno si che sul lato meridionale, lungo l’argine settentrionale del fiume si possono seguire a  le ruote fino al lato opposto del monastero; esperienza unica è camminare in senso orario insieme ai monaci lungo il monastero, attenzione però, il processo è molto lungo: ad ogni ruota infatti ci si ferma e si prega. Per farsi un ‘idea della sua estensione originale, si possono osservare i dipinti nella sala delle Esposizioni, sul muro dalla parte opposta all’entrata, che illustrano la conformazione della zona buddista lamaista. Tutti gli edifici monastici più importanti si trovano a nord della strada principale: sei scuole, dove si studia astronomia, buddhismo esoterico, legge, medicina e teologia; templi e le residenze dello Jiemuyang insieme a quartieri abitativi dedicati ai monaci. L’attuale Jiemuyang è la sesta incarnazione ed è al terzo posto della gerarchia del buddhismo tibetano: il Dalai Lama è al primo.

Due risate in muraglia

Oltre al silenzio la Grande muraglia cinese può riservare però anche molte risate, infatti in molti punti si può salire con una teleferica sopra la quale è montato uno slittino e bisogna fare molti sforzi per tenersiin equilibrio e da qui si deduce che forse è meglio farsela a piedi. Ma la cosa più bella è che oltre a salire con la teleferica, cosa che probabilmente non ti fa vivere l’ebbrazza di scalare la muraglia come una montagna per arrivare alla postazione di controllo, si può anche scendere con uno scivolo, cosa sicuramente più divertente e pericolosa, proprio come in un parco divertimenti o sugli scivoli di un parco acquatico. Eh si come in Beijing, a Wutianyu, parte della muraglia molto meno frequentata dai turisti e molto piu faticosa di Badaling, dove è montato un enorme scivolo di ferro dal quale si può scendere con un apposito slittino dotato di freni: godetevi la scena.

tibet mistico

Proseguiamo in direzione della città tibetana di Xiahe e il Lagabulengsi, monastero di Labrang, il più famoso monastero religioso della setta Gialla ( gelugpa), che durante la dinastia Ming assunse il controllo del lamaismo. Decine di fedeli: con rami di pino o di abete, burro, gemme preziose, vestiti colorati e tibetani, incontro tra una comunità serena  e incredibilmente lontana dalla Cina, che ha ormai eletto Labrang come principale meta di pellegrinaggio, perchè ambiente di pace ed equilibrio dove anche la frenesia diventa controllata e sequenziale, dove tutto ciò che è ansia e agitazione diventa serenità e meditazione. Cartteristiche che ci permettono di rivedere ua valutazione negativa sulla possibilità del Tibet di sopravvivere nel vortice cinese, visto la velocità con cui si stanno recuperando i quasi 10.000 monaci che vi erano testimoniati all’inizio della rivoluzione culturale. Non ci sono mura che separano il monastero dalla città e le due comunità di monaci e normali cittadini si fondono in una sola, infatti la strada principale, le attraversa entrambe: gli unici segnali che lo contraddistinguono sono le lunghe file di ruote di preghiera coperte, che si allungano ai due lati della strada a raggiungere un cerchio completo che va a circondare il monastero.

la regione del Gansu

Questa è una delle regioni più delicate ed importanti della Cina, proprio perchè occupa una vasta area rettangolare compresa tra i deserti del Gobi, del Taklmakan, i monti Qilian che la separano dal Tibet a sud e i Loess dello Shaanxi a est, e questa fisionomia di un’area segnata da grandi deserti e importanti catene montuose crea un ambiente molto affascinante e suggestivo. La sua caratteristica principale però è quella di essere zona di frontiera, una specie di cerniera tra il mondo ad est, quello mongolo a nord, quello turco a ovest e quello tibetano a sud.
Il Gansu è quindi una sorta di lungo corridoio brullo intervallato da oasi protette da pioppi, che servono a impedire al vento di sospingere la sabbia del deserto del Gobi sui campi e sulle coltivazioni. Proprio in questa zona venivano costruite fin dall’epoca più antica delle piccole fortificazioni contro le incursioni dei barbari e una serie di torri e posti di avvistamento che poi furono unite da una serie di pezzi di muro: è questo l’inizio di quello che diventerà LA MURAGLIA CINESE fino alla stazione terminale di Jiayuguan. Ed è in questo corridoio del Gansu che si stende il commercio definito La via della Seta. E’ per questa ragione che si concentrano in questa zona alcune delle realtà artistiche e monumentali della Cina.
La muraglia cinese è uno spettacolo da togliere il fiato, costruzione umana senza paragoni per la sua magnificenza e la sua statura, bisogna solo guardarla e rimanere senza parole.

La via della seta

Andiamo proprio in direzione di Hangzhou che da sempre è famosa sia all’interno del paese che all’estero. Siamo nella regione del Gansu, un lungo corridoio che collega la Cina centrale al Xinjiang, entrando all’interno del paese proprio da quello che una volta erail punto più importante di passaggio della VIA DELLA SETA che univa l’Oriente all’Occidente; per secoli confluì qui il via vai delle carovane con merci e personaggi di ogni genere, si sa che la Cina è sempre stata famosa per le sue particolarità e le sue creature che negli altri paesi non si incontravano. Lanzhou è la capitale di questa regione e sin dall’inizio degli anni ’60 è diventat il centro dell’industria atomica cinese con un impianto di arricchimento dell’uranio ed è la principale struttura industriale del nord-ovest e quindi snodo verso le altre regioni. E’ proprio il FIUME GIALLO, Huangue, che ha permesso la fioritura di questa regione, dove già 5000 anni fa lungo il bacino del fiume gli antenati iniziarono ad allevare i bachi da seta e creare manufatti serici. Con la seta, morbida, liscia, elegante, e variopinta, si possono confezionare diversi tipi di abiti, che venivano quindi commerciati in tutto il mondo.

influenza modaiola

Shanghai è un vero e proprio centro culturale che ha cercato di espandere la sua economia in tutte le direzioni, fino a che non si è dato il via ad una serie di riforme economiche che stanno facendo rifiorire la città, la burocrazia della politica cinese aveva creato dei blocchi allo sviluppo non indifferenti.
Shanghai è sempre stata una città con una grossa personalità e ha sempre cercato di differenziarsi in tutti i campi per dimostrare la propria capacità di autonomia e la sua voglia di avere un primato sulle altre.
Anche nel campo della moda infatti ha dato il suo contributo, creando una sua versione dell’abito femminile tradizionale cinese: il QIPAO. Il qipao infatti nasce negli anni ’20 di quest’ultimo secolo e si caratterizza per la forma e lo stile; è una specie di kimono composto però da un unico pezzo con il collo leggermente alto; fascia il corpo della donna in modo molto stretto evidenziandone la forma, mentre le braccia si liberano in maniche molto molto ampie, che ne lasciano abili i movimenti. La parte inferiore che è rimasta l’unica parte immutata nel tempo risulta stretta e lineare e limita i movimenti delle gambe ricordandoci la donna cinese che si muove con piccoli passi.
Le donne cinesi sono orgogliose e apprezzano molto questo abito che rispecchia il simbolo della nobiltà, l’eleganza, la serenità e i sentimenti nascosti delle donne orientali, mettendo in evidenza la bellezza della linea femminile.
La Cina è un paese multinazionale, quindi le varie etnie hanno creato un abbigliamento che si differenzia di luogo in luogo per stile e ornamenti, con un forte distacco soprattutto tra il nord e il sud che fa dire :”Qipao del nord e la gonna del sud”.
 
Il qipao di Shanghai , cioè il CHEONGSAM, si distinse per il taglio più snello e aderente e per l’introduzione di accessori occidentali come sciarpe e cappotti. Altre versioni del cheongsam prevedevano un taglio a collo alto, senza maniche. In questa città amavano mescolare gli elementi della nostra tradizione culturale con la loro, creando abiti veramente particolari che cominciavano a distaccarsi dalla cultura cinese e proprio per questo la rivoluzione comunista congelò la vocazione stilistica di Shanghai.
 

globalizzazione glocalizzata

Il MC Donald’s si sà è diffuso in tutto il mondo, dove è riuscito a inserirsi con migliaia dei suoi fast food. E’ riuscito a farsi amare da tutti i cittadini della terra, anche se c’è sempre chi ama la vera buona cucina e di andare al Mc Donald’s non ci pensa neanche!!!
Ma per cercare di ovviare a questo ed andare incontro ai gusti che in ogni nazionalità si differenziano, il nostro caro fast food ha pensato bene di “personalizzarsi” in base al paese in cui si trova; e allora sì che la globalizzazione si fa locale e assume le caratteristiche e le tipicità delle varie zona, arrivando a creare sapori anche molto molto differenti, con menù particolari.
Cosa succede ad esempio in Spagna?? In questo caldo paese il Fast food si mette a disposizione dei suoi cittadini per rinfreascare le sue giornate e per diventare più leggero andando incontro ai gusti anche dei più sofisticati: Mc Donald’s crea il GAZPACHO PORTATILE, adatto a qualsiasi ituazione, facile da usare e da trasportare. In una coppetta conservante basta agitarlo, staccare la pellicola di alluminio che lo chiude e ne preserva l’igene e gustarlo dove più si preferisce!!

la casa di shanghai

Questa città ora è caratterizzata da una precisa identità culturale proiettata verso il concetto di modernità, ma ha mantenuto saldo un tratto di sè che è l’abitazione tipo e che prende il nome di Shikumen (石庫门), dall’arco in pietra che si colloca come un entrata all’inizio di ogni vicolo. Questi vicoli collegano le abitazionioni tra di loro formando una stretta rete di edifici di due o tre piani a mattoni neri o grigi. Tutte le Shikumen sono dotate di cortile, molto piccolo a causa della centralità urbana, che si trasforma nella stanza senza tetto come nelle case romaniche, oasi di riposo dalla strada e dal caos, e dove si riesce a raccogliere l’acqua per coltivare piccoli orti; dove l’aria e la luce entrano a rinnovare le pareti della casa.
Queste abitazioni risultano molto particolari proprio perchè nascono dalla mescolanza di elementi occidentali ed orientali in una fusione tra architettura romanica e quella della società dal basso cinese Yangtze.

shanghai!

E’ situata sul fiume Huangpu presso il delta del Chand Jiang ed è la più popolosa città della Cina. Shanghai è vista come capitale economica della Cina, dopo essersi sviluppata nei decenni passati sotto l’autorità della Repubblica Popolare Cinese. Il suo porto, il primo del paese, è uno dei più trafficati al mondo con Singapore e Rotterdam ed è considerata un centro economico, finanziario e di scambi; il suo sviluppo però li limita alla facciata, perchè come si sa in oriente, quando si entra nelle vie e si scende nei sobborghi, si vedono tutt’altre cose..per strada è pieno di materiali accatastati e i lavori sono i più umili; sembra quasi che la civiltà debba ancora arrivare ai livelli che invece vogliono essere mostrati ai turisti.
Assume l’essenza di una doppia vita che si adatta alle persone e ai luoghi del momento: i turisti vivono la shanghai ricca ed evoluta, mentre gli abitanti restano nell’oblio e nella poverta di quella shanghai che celano segreta e che conoscono solo loro

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