voglia di solitudine

1/3 del viaggio. Burgos. Le mesetas.
Che cos’hanno di speciale…paesaggio molto suggestivo…l’altopiano.
Un paesaggio semidesertico, tavolata leggermente ondulata, separata da ampie e tranquille valli ricoperte a volte da pietre e a volte da distese di frumento che con le sue spighe spesso bruciate dal sole danno l’idea di navigare in un mare giallo, che incontrandosi con l’azzurro del cielo rende lo spettacolo quasi accecante e sicuramente meditativo. Per kilometri si può riuscire a non incontrare niente e ciò permette alla mente di fare un viaggio nel viaggio, un po’ come la mia di mente sta facendo in questo momento, e forse questo spettacolo gioverebbe ai miei pensieri fornendomi il modo di trovare la via. Chi non si immerge talvolta in questi momenti di distacco dal mondo??
Ecco che nelle mesetas, con il loro clima secco e a volte torrido si staglia davanti allo sguardo perso l’orizzonte, invitandoti ad andare avanti e scoprire cosa ti aspetta, con la rassicurante certezza di un paesaggio che non cambierà: desolazione o pace interiore?
Le città appaiono agli occhi all’improvviso all’orizzonte quasi come dei miracoli e sono frequenti le illusioni ottiche, quindi è difficile calcolare bene le distanze, ricordarsi èmeglio che si attraverseranno le cittadine di Villalbilla, Tardajos, Rabè de las Cazadas, Hornillos del Camino, Fuente San Bol per giungere a Hontanas, tutte contrassegnate co0munque dalla famosa conchiglisa simbolo del cammino.
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