globalizzazione glocalizzata

Il MC Donald’s si sà è diffuso in tutto il mondo, dove è riuscito a inserirsi con migliaia dei suoi fast food. E’ riuscito a farsi amare da tutti i cittadini della terra, anche se c’è sempre chi ama la vera buona cucina e di andare al Mc Donald’s non ci pensa neanche!!!
Ma per cercare di ovviare a questo ed andare incontro ai gusti che in ogni nazionalità si differenziano, il nostro caro fast food ha pensato bene di “personalizzarsi” in base al paese in cui si trova; e allora sì che la globalizzazione si fa locale e assume le caratteristiche e le tipicità delle varie zona, arrivando a creare sapori anche molto molto differenti, con menù particolari.
Cosa succede ad esempio in Spagna?? In questo caldo paese il Fast food si mette a disposizione dei suoi cittadini per rinfreascare le sue giornate e per diventare più leggero andando incontro ai gusti anche dei più sofisticati: Mc Donald’s crea il GAZPACHO PORTATILE, adatto a qualsiasi ituazione, facile da usare e da trasportare. In una coppetta conservante basta agitarlo, staccare la pellicola di alluminio che lo chiude e ne preserva l’igene e gustarlo dove più si preferisce!!
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ravioli o jaozi

Jiaozi é il nome dei ravioli cinesi, che sono uno dei cibi più amti dai cinesi e sono diffusissimi a Shanghai, che li fanno con i gamberetti. I cosiddetti Jaozi hanno una storia molto lunga, infatti i cinesi iniziarono a consumarli già 1800 anni fa, soprattutto in occasioni particolari come i raduni familiari e le feste, dove questo piatto non poteva mancare, in quanto simbolo di allegria e celebrazione.
In particolare alla vigilia del nuovo anno del calendario lunare, ogni famiglia si riuniva e consumava i Jiaozi.
E’ in realtà un alimento molto semplice e di base anche abbastanza povero, in quanto costituiti da uno strato esterno di pasta di farina di grano e da un ripieno, che può essere a base di carne, frutti di mare e verdure, anche se normalmente si utilizzano cavoli, sedano e carne di pecora o maiale.
In questo caso vediamo quelli di carne e cavoli, che sono anche i più classici.

Ingredienti:

  • farina di frumento
  • 2 cavoli 
  • 1/2 kg di carne, manzo o pollo
  • salsa di soia
  • lardo
  • sale
  • olio di sesamo
  • zenzero
  • cipolla 
  • glutammato di sodio.

Preparazione:

Prima di tutto triturare finemente la carne e la verdura mescolandole e amalgamandole con i vari condimenti, quindi lasciare insaporire. Per preparare la pasta, impastare la farina con una quantità di acqua adeguata finché non acquista un aspetto lucido, a questo punto realizzare dei filoni che poi si tagliano in gnocchetti di 2-3 centimetri, per spianarli successivamente prima con la mano e poi con un mattarello, creando dei cerchi di pasta sottili.

Una volta pronti, inserire il ripieno tenendo la pasta con la mano sinistra e con la destra dei bastoncini o un cucchiaio, con i quali riporre al centro dello strato di pasta la carne e la verdura, allora richiudere il tutto con le dita nella forma di un raviolo; attenzione a chiudere bene i bordi della pasta per far si che non si aprano in cottura: si può fare inumidendoli bene con dell’acqua o con della chiara d’uovo.

Quando l’acqua bolle in pentola, gettare i Jiaozi, mescolare di tanto in tanto per non farli attaccare alle pareti. Quando i Jiaozi galleggiano aggiungere acqua fredda, quindi aspettare nuovamente la bollitura, allora  estrarli e servirli.

Come vedete sono molto semplici e genuini, i condimenti sono saporiti ma molto leggeri, e in genere i cinesi li consumano intingendoli in un misto di aceto, salsa di soia e olio di sesamo, che dà loro più gusto; ma si può utilizzare anche una salsa agrodolce o la salsa piccante, molto diffuse. Per bellezza  e per tenerli asciutti vengono serviti dentro queste casseruole.
 

 

la casa di shanghai

Questa città ora è caratterizzata da una precisa identità culturale proiettata verso il concetto di modernità, ma ha mantenuto saldo un tratto di sè che è l’abitazione tipo e che prende il nome di Shikumen (石庫门), dall’arco in pietra che si colloca come un entrata all’inizio di ogni vicolo. Questi vicoli collegano le abitazionioni tra di loro formando una stretta rete di edifici di due o tre piani a mattoni neri o grigi. Tutte le Shikumen sono dotate di cortile, molto piccolo a causa della centralità urbana, che si trasforma nella stanza senza tetto come nelle case romaniche, oasi di riposo dalla strada e dal caos, e dove si riesce a raccogliere l’acqua per coltivare piccoli orti; dove l’aria e la luce entrano a rinnovare le pareti della casa.
Queste abitazioni risultano molto particolari proprio perchè nascono dalla mescolanza di elementi occidentali ed orientali in una fusione tra architettura romanica e quella della società dal basso cinese Yangtze.

non bolle proprio in pentola..ma nella wok!!

La cucina cinese è molto varia e articolata anche se la base su cui si formano tutte le ricette è sempre la stessa; in base alle varie aree ci sono ricette tipiche differenti o variazioni degli stessi piatti, variazioni però che fanno assumere alle pietanze sapori anche molto diversi, che si vanno poi a contraddistinguere e riconoscere per colore, profumo e gusto. I cinesi sono molto attenti alle combinazioni nutrizionali dei cibi che cucinano e in base a questo scelgono anche la tipologia di cottura. I gusti cinesi variano secondo le zone, il clima, le condizioni storiche e le abitudini.
In Cina la cucina si suddivide di solito in quattro tipi in base alle zone del Guangdong , dello Shandong, del Sichuan e Huai-yang, mentre le pietanze del Fujian, Zhejiang, Hunan, Anhui, di Beijing e Shanghai sono conosciute e riproposte in tutto il paese.
In Guangdong la cucina è attenta agli ingredienti, che si presentano ricchi ma che vengono combinati a riprodurre un sapore delicato; infatti oltre al pesce si mangiano anche carne, serpente e uccelli.
Tipici sono il Brodo di serpente, lo Stufato di maialino, la Zucca dalle 8 preziosità e i Gamberetti fritti.
                                                                                     by Noodlepie

Sichuan è caratterizzata dal sapore, difatti vengono usati spesso condimenti molto piccanti e una larga varietà di spezie con cui vengono composte salse da accompagnare ad esempio alla Carpa bollita, al Mapo douifu, al Pollo in crema di fagioli, alla Carne di pollo arrosto al sugo.
By Sifu Renka

In Shandong invece predomina una vastissima varietà di ingredienti di tutti i tipi; ma essendo situata sulla costa molto rinomate sono le zuppe, la maggior parte ovviamente con molluschi e crostacei di cui si fa largo uso.                By MsWine                        

Huai-Yang diventa l’acronimo delle due città a cui principalmente si riferisce, cioè Huai’an e Yangzhou, dove si trovano ricette molto articolate con ingredienti particolari come il Pesce madarino in agrodolce, il Carassio al vapore avvolto in foglie di loto, la Tartaruga con uova di piccione.       By WinPun

shanghai!

E’ situata sul fiume Huangpu presso il delta del Chand Jiang ed è la più popolosa città della Cina. Shanghai è vista come capitale economica della Cina, dopo essersi sviluppata nei decenni passati sotto l’autorità della Repubblica Popolare Cinese. Il suo porto, il primo del paese, è uno dei più trafficati al mondo con Singapore e Rotterdam ed è considerata un centro economico, finanziario e di scambi; il suo sviluppo però li limita alla facciata, perchè come si sa in oriente, quando si entra nelle vie e si scende nei sobborghi, si vedono tutt’altre cose..per strada è pieno di materiali accatastati e i lavori sono i più umili; sembra quasi che la civiltà debba ancora arrivare ai livelli che invece vogliono essere mostrati ai turisti.
Assume l’essenza di una doppia vita che si adatta alle persone e ai luoghi del momento: i turisti vivono la shanghai ricca ed evoluta, mentre gli abitanti restano nell’oblio e nella poverta di quella shanghai che celano segreta e che conoscono solo loro

Direzione: CINA

Partenza verso Shanghai : destinazione Cina, detta anche TIEN SHAN che significa “paese sotto il cielo” o CHUN GO  che significa ” paese di mezzo”; ancora grande sconosciuta e sempre misteriosa riserva innumerevoli sorprese.

E’ il terzo paese per estensione e anche il più popolato, è per questo che si suddivide in una miriade di regioni che ovviamente sfociano nella produzione di una enorme quantità di dialetti e di sottolingue, per la maggior parte riconosciuti dalla repubblica: la lingua ufficiale è però il cinese mandarino

Un simbolo da mangiare

La conchiglia è il simbolo del cammino e accompagna tutte le indicazioni per l’intero percorso; la conchiglia è diventato il simbolo perchè proprio quella che contiene la capasanta si trovava a Finisterrae e si diceva che i pellegrini quando arrivavano potevano finalmente nutrirsi del cibo che apparteneva alla fine della terra, e allora…grande abbuffata!!
 Come le facciamo???gratinate speciali con una salsa che gli spagnoli adorano!!

Ingredienti

  • 2 kg di capesante con guscio 
  • 1 dl di olio
  • 3 spicchi d’aglio
  • 2 tuorli d’uova freschissime
  • sale
  • 1 limone
  • prezzemolo
  • pepe

Preparazione

La salsa è meglio preparla il giorno prima; si fa mescolando col frullatore i tuorli, l’olio il sale e il limone, fino a diventare come una maionese alla quale saranno aggiunti però gli spicchi d’aglio sbucciati; riposando l’aglio insaporisce la salsa, chi invece ama l’aglio lo può anche aggiungere tritato molto finemente ma in questo caso rischia di coprire un po’ troppo il sapore del pesce.

Staccare le capesante dal guscio. Condire i molluschi con sale e allinearli in una padella, uno vicono all’altro, in modo che non rimangano spazi. Passare la padella in forno a fuoco moderato per 8-9 minuti in modo che i molluschi perdano il loro liquido e cuociano. Togliere la padella dal forno e scolare le capesante. Rimetterle una ad una nella loro conchiglia e quindi ricoprire di salsa aioli. Rimettere in forno la padella per 3 minuti, badando che la salsa non bruci. Cospargere con un po’ di prezzemolo tritato e un pizzico di pepe.
Servire caldissimo.

La fine del mondo…

Finisterre è una bella cittadina sul mare. Attenzione perchè la settimana di Pasqua si celebra la festa del Cristo con un importante festival che suscita un grande interesse tra i turisti poichè si svolge tra importanti manifestazioni sia liturgiche che folcloristiche;  la cosa più bella sarebbe riuscire ad arrivarci proprio in quel momento ed essere avvolti dall’aria di festa. Quindi da non perdere è la statua del Cristo che secondo la leggenda fù ritrovata sulla costa dai pellegrini dopo essere caduta in mare da una nave che era stata avvolta in una tempesta. Ma è alla vista del KM 0 di tutto il cammino che si prova una calda soddisfazione e il cuore si stringe di commozione; ed è lì che va quindi l’ultima visita: a Cabo Fisterre. A Cabo Fisterre è situato il faro da dove si può godere di una vista affascinante e tormentata allo stesso tempo, tormentata perchè il viaggio si è concluso ed ora si torna a casa: sono gli ultimi momenti insieme!!  Proprio li accanto si trova un tributo ai pellegrini, uno scarpone in ferro battuto che si staglia all’orizzonte con aria nostalgica e segna la conquista di un sogno. E allora un bagno in mare alla spiaggia sottostante prima di ripartire non lo si nega a nessuno per potersi sciacquare di dosso nell’immensità dell’oceano tutte le fatiche di un viaggio che tra allegria e introspezione è durato più di 30 giorni e che non si dimenticherà mai…

La Tarta del pellegrino

Come non concludere un ottima cena di fine viaggio se non con una invitante fetta di torta?? Ovviamente a Santiago c’è la TORTA DEL PELLEGRINO che si può gustare anche semplicemente a casa propria, ed ora vi spiego come…

                         Ingredienti:                                      

per la pasta

  • 1 uovo
  • 5 gr cannella polvere
  • 125 gr di zucchero
  • farina q.b.

per il ripieno

  • 500 gr di mandorle
  • 500 gr di zucchero
  • scorza di limone
  • 8 uova
  • 5gr di cannella
  • zucchero a velo

Preparazione: imburrare uno stampo classico per torte, preparare la pasta unendo l’uovo sbattuto con un cucchiaio di acqua, la cannella e lo zucchero, quindi unire la farina fino ad ottenere un composto omogeneo.

Stendere sul piano e tirarlo con il mattarello fino a che non si ottiene una sfoglia molto sottile; allora fare sbollentare le mandorle, togliere la pelle, asciugarle finemente e tritarle finemente.

Sbattere le uova con lo zucchero, la cannella e la scorza di limone grattuggiata, quindi amalgamare bene e aggiungere le mandorle lasciandone un po’ per guarnizione: sbattere di nuovo con forza.

Foderare con la pasta lo stampo e versare sopra il ripieno; a questo punto spolverare con le mandorle rimaste e mettere in forno per un 40 minuti a 200° circa, fino a che non risulta ben dorata. Sfornate e prima di servire spolverate bene con lo zucchero a velo.  

Può risultare un po’ pesante per il grande quantitativo di uova ma non ci sono altri ingredienti che appesantiscono, quindi rimane molto morbida e gustosa: attenzione infatti perchè il sapore di cannella è una sua caratteristica e chi non ama i sapori troppo speziati potrebbe non amarla.

Dove mangiare?

A Santiago è ovviamente pieno di localetti e ristorantini dove i pellegrini si possono rifocillare, ma chi c’è stato che cosa consiglia?? Chiedete di Casa Manolo, è un piccolo ristorantino caratteristico situato in Plaza de Cervantes, dove troverete il MENù DEL DIA del pellegrino a soli 7 euro; si mangia bene, le porzioni sono abbondanti e anche se il servizio non è dei migliori parliamo di un posticcino che ti fa sentire a casa e che proprio per questo ha deciso di concedere il menù economico che viene incontro alle spese che il viaggiatore ha subito durante tutto il percorso; a questo punto l’unica cosa è rilassarsi perchè l’obbiettivo è stato raggiunto e l’indomani si va a visitare con calma la città in tutto il suo splendore!!
Allora andate nel vostro alloggio e vestitevi a festa perchè ora vi potete rilassare con un’ottima cena.
 
 

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