C’è chi dice no

C’è sempre qualcuno che non è d’accordo, soprattutto quando si parla di natura ecco gli animalisti puntualmente sbucare fuori a dir la loro, ed effettivamente bisogna ammettere che tutti i torti non ce li hanno!
Anche io non condivido assolutamente questa stupida festa che vede sfruttati i tori inutilmente e unicamente a soddisfare un talvolta insormontabile bisogno umano di sadicità, come non mi piacciono per niente tutti i tipi di lotte che vengono organizzate tra gli animali e che hanno scopo di lucro e quindi comprendono anche scommesse e cose di vario genere; chiaramente parliamo dei casi in cui viene apposta messa a repentaglio la vita degli animali, come ad esempio, per rimanere in tema, la CORRIDA.
Allo stesso tempo capisco però che certe abitudini e tradizione che sono nate nell’antichità con altri scopi o comunque con alla base altre mentalità meno evolute, sono difficili da estinguere perchè mantengono il legame degli uomini alla loro terra, e li fa sentire appartenenti e solidali ad un qualcosa di più grande di loro, e che quindi non eliminerebbero per niente al mondo.
Io la vedo così: se uccidi un animale o è per reale difesa ad un attacco oppure per mangiarlo.
Ma gli animalisti di tutto il mondo non si arrendono mai…e soprattutto amano farlo da nudi, o almeno da seminudi, attuandi ona manifestazione che ha luogo due giorni prima della’inizio della festa e che chiamano giustamente RUNNING OF THE NUDES, in contrapposizione alla CORRIDA DE TOROS!!

Un gioco stupido

3° tappa: PAMPLONA. Ricordatevi di non andarci senza prenotare durante la settimana di San Firmino ( dal 6 al 14 luglio) perchè non è possibile trovare posto!
Si festeggia durante tutto il giorno e durante tutta la notte con canti in compagnia visto che accorre gente da tutto il mondo per assistere e partecipare a questa ricorrenza: si liberano i tori che corrono per un percorso delineato che passa da calle Estafeta per arrivare in Plaza de Toros; la gente aspetta per la strada e si fa rincorrere dai tori. Le strade sono recintate e danno la possibilità alle persone di scappare attraverso queste recinzioni, poichè essendo usanza vestirsi di bianco e rosso, e come si sa i tori hanno un piccolo problema di relazione con questo colore, se non si scappa abbastanza velocemente il gioco diventa pericoloso e infatti spesso si verificano incidenti anche molto gravi.
Ogni anno c’è più di qualcuno che muore, ma il legame con la tradizione è talmente forte che probabilmente questo gioco non verrà mai abolito e continuerà a procurare situazioni tragiche oltre al semplice festeggiamento di una ricorrenza.

la migliore qual’è??

La migliore sangria che possiamo trovare in commercio al supermercato spagnolo è la famosissima Don Simòn. é la preferita da tutti gli spagnoli e anche la più diffusa, effettivamente è quella che riproduce un sapor più fedele all’originale e si può bere anche liscia, dal momento che essendo imbottigliata non contiene la frutta; se poi sei pignolo la puoi sempre aggiungere.La si può trovare infatti anche nei supermercati italiani perchè è l’unica che la Spagna esporta e mette in commercio anche da noi.

Ecco lo spot 

I ragazzi spagnoli sono impazziti per questa pubblicità e gli piace riprodurla nei momenti più improponibili reinterpretando il jingle, eccone un esempio.

Sangriamoci

E se ci viene voglia di frutta???

Al posto del vino si può sempre bere dell’ottima sangria. Gli spagnoli la bevono ovunque e in qualsiasi occasione, soprattutto in aperitivo. Cos’è?E’ un gustoso mix di frutta e vino che non sarà magari rigenerante per il corpo come l’orzata ma sicuramente lo è largamente per lo spirito, e dopo una lunga camminata l’unica cosa che ci vuole è un po’ di relax in compagnia. La frutta dà la giusta quantità di zucchero alla bevanda e il vino la giusta alcolicità, senza esagerare.

Sangria:

  • 5 l di vino rosso corposo      
  • 1l 1/2 di fanta
  • 1/2 l di gin
  • 1 bustina di chiodi di garofano
  • 5 mele
  • 2 confezioni di fragole
  • 4 arance

Preparazione per una bacinella: versare tutto il liquido in una gande bacinella, aggiungere i chiodi di garofano. Tagliare tutta la frutta lavata in pezzettini piccoli e riporli nella bacinella; mescolare e lasciare macerare per una giornata intera almeno in frigorifero. Versare con un piccolo mestolo a tutti gli amici e brindare!

La fonte del vino

Ogni tanto però qualche momento di relax ci vuole, e non si vive di sola orzata. Che ne pensate di un bel bicchiere di vino in compagnia??

Se ci si trova in Navarra, nell’ultima tappa della regionela fonte della felicità e anche 6°tappa del cammino, in tragittoEstella per raggiungere Los Arcos si può scegliere tra due percorsi; in uno dei due, quello che passa dal monastero di Irache, c’è una fontanella un po’ fuori dal comune perchè invece dell’acqua offre ad ogni viandantedel buon vino.

Il vino scende però a gocce molto lente e si può bere un bicchiere in compagnia ma è raccomandabile non riempire le borraccie; se se ne vuole portare via un po’ si può comprare nella bottega adiacente.

Originale

L’horchata, nome spagnolo dell’orzata, che è molto simile alla nostra ma dal sapore più intenso e naturale, viene preparata originalmente senza conservanti, coloranti nè latte, che invece viene aggiunto spesso da noi; in Spagna potrebbero aggiungere semmai latte di cocco, che è sempre molto annacquato, il sapore intenso probabilmente glielo conferisce un pizzico di cannella, spezia particolarmente amata dagli spagnoli. Non avendo elementi aggiuntivi risulta anche più densa e viene usualmente servita con dei biscottini secchi che ne completano il sapore. In Spagna è utilizzata anche come ingrediente per comporre cockteils sia alcolici che analcolici.
Ecco come fare per preparare un orzata in casa velocemente

e in cataluNa?

Ecco una variante succulenta della paella, che amano fare in CataluNa, con i cossiddetti NOODLE.
I NOODLE sono una specie di spaghetti che hanno una cottura molto veloce e che amano gli americani ma che sono nati in paesi asiatici come l’Indonesia e la Thailandia.
A me non piacciono!!

Bevanda rinfrescante

mandorle pestateQuale bevanda migliore per rigenerarsi durante il cammino?? La troverete in tutti i bar, questa è la bevanda tipica spagnola che riesce ad avere un effetto veramente rinfrescante, e sotto il sole non c’è nulla di meglio. Ridona energia e permette di riprendere a camminare nuovamente senza essere appesantiti, cosa che farebbe ogni altro tipo di nutrimento. Volendo potreste anche farla a casa e portarvela dietro in una bottiglietta, basta fare un composto da unire all’acqua, e ovviamente l’acqua è abbastanza facilmente reperibile durante il tragitto, disseminato di fontanelle per i pellegrini. Come si fa??

Orzata 

  • Mandorle
  • 10 amaretti
  •  grammi 200
  • Acqua
  • grammi 600
  • Zucchero bianco
  •  fine
  •  grammi 800
  • Acqua di fior d’arancio, due cucchiaiate.
Preparazione: Sbucciate le mandorle e pestatele nel mortaio, bagnandole ogni tanto coll’acqua di fior d’arancio.
Allorché saranno ridotte a pasta impalpabile, scioglietele con un terzo dell’ acqua e passatene il sugo da una carta assorbente resistente strizzandola bene. Rimettete nel mortaio la pasta asciutta rimasta nella carta, macinatela col pestello; poi scioglietela con un altro terzo dell’acqua e passatene il sugo. Ripetete la stessa operazione per la terza volta, mettete al fuoco tutto il liquido ottenuto, e quando sarà ben caldo versate lo zucchero, rimestatelo e fatelo bollire per venti minuti. Imbottigliatelo e conservatelo in luogo fresco. Se fatta in questo modo, vedrete che l’orzata non fermenta e potrete conservarla a lungo. Aggiungendo poca di questa sostanza in un bicchiere d’acqua, potrete ottenere una bevanda rinfrescante ed energetica.      

 

 

La paella gioca fuori casa

La paella non si mangia solo in Spagna però.
Tornando a casa da un lungo viaggio con la macchina, dopo aver girato per tutto il sud della Spagna, la decisione fù quella di passare per Cannes. Effettivamente devo ammettere che ho mangiato una migliore paella lì che in Spagna.
cannes
Davanti al porto di Cannes, dove vengono parcheggiati tutti gli yacht dei facoltosi che se lo possono permettere, si trovano una serie di ristorantini tutti simili e strutturati nella stessa maniera, dove si possono prendere piatti tipici o menù contenenti appunto la Paella.

ATTENZIONE però al prezzo dei menù. E importante ricordarsi la necessità di aggiungere l’iva al prezzo esposto per sapere esattamente quanto si sta andando a spendere.  

Autocreazione

Quando un panino si vuole fare da solo… ….addirittura questo ragazzo, Victor Duque, ha creato un video in stop motion sul bocadillo!!! 

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