Giugno 14, 2008 a 7:49 pm (arte, cina, cultura, emozioni, viaggi)
Tags: buddhismo, cina, introspezione, pensieri, religione
Il buddhismo non è propriamente una religione, bensì uno stile di vita e una disciplina spirituale che deriva da un esperienza vissuta dal cosiddetto Siddhàrta Gautama e che si fonda sui suoi insegnamenti provenienti da un sogno che gli ha rivelato le QUATTRO NOBILI VERITà. Queste verità sono state poi diffuse dal Buddha durante un sermone che ha avuto gran sucesso, e che ha dato il via alla diffusione di un insieme di tradizioni, sistemi di pensiero, pratiche e tecniche che non sono legate tanto alla spiritualità in sè quanto ad una vera e propria disciplina di comportamento con cui affrontare le insidie della vita. Siddhàrta prese il nome di Bhudda perchè significa “COLUI CHE é RISVEGLIATO”, poichè svegliandosi dal sonno, come suddetto, ricevette questa illuminazione.
L’obbiettivo principale di questa disciplina è di risolvere le quattro “sofferenze” fondamentali della vita: nascita, malattia, vecchiaia, morte; e per fare questo è necessaria seguire una retta via con la quale condurre la propria vita, assumendo una condotta che possa evitare eccessi e assolutismi, quindi l’egoismo e la noncuranza: cercando di seguire queste regole si potrà vivere la vita pienamente e godere di tutte le cose belle abbattendo le paure fondamentali della vita.
Allora quello che mi chiedo è, forse dovrei cominciare ad aderire a questa disciplina per riuscire a godere della vita e trovare la felicità che al giorno d’oggi per le logiche che governano il mondo si dimentica spesso quale sia e si dimentica l’essenza delle cose vere e delle cose importanti, quelle che in realtà riescono a riempire il cuore degli uomini, che non possono sicuramente essere concrete proprio per la loro natura e che si devono astrarre al di sopra della materialità delle cose; ecco io vorrei riuscire a riconoscere queste cose e a trovare la serenità all’interno di questo campo minato che è la vita e che a volte ricopre di sofferenze, vorrei che le persone imparassero a capire che cos’è che luccica, perchè è proprio vero che non è tutto oro quel che luccica, anzi le cose vere probabilmente splendono ma semplicemente abbiamo la vista troppo offuscata per vederle e riconoscerle, così ce le facciamo sfuggire e le perdiamo, rimanendo vili individui smarriti nel mondo. Chi lo sa…diventerò buddhista?
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Giugno 14, 2008 a 4:42 pm (cina, cucina, viaggi)
Tags: cantonese, cibo, cina, cucina, riso fritto
La cucina cinese è molto particolare, ma un piatto che piace a tutti c’è e quindi niente paura per chi è un po’ schizzinoso o non si fida delle ricette del popolo d’oriente. Parliamo del riso alla cantonese, un piatto semplice ma saporito allo stesso tempo che anche i più impediti in cucina possono tranquillamente fare. Ecco la ricetta.
Ingredienti:
- riso
- proscitto a cubetti
- uova
- piselli
- carote
- salsa di soia
- olio di girasole o di sesamo
Preparazione:
Cuocere il riso in abbondante acqua salata e scolarlo sotto l’acqua fredda quando è cotto. Mettere un filo di olio nella padella, ovviamente meglio se wok, e quando è caldo mettere il prosciutto a cubetti, far soffriggere e aggiungere le carote tagliate precedentemente a cubetti e i piselli. Quando sono ben caldi versare le uova e continuare a mescolare in modo che diventino tutte a pezzetti e non rimangano compattate. Una volta cotte aggiungere quindi il riso e far soffriggere tutto insieme, quindi sfumare con un goccio di salsa di soia ad insaporire il tutto. Il pranzo è servito!
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