ravioli o jaozi

Jiaozi é il nome dei ravioli cinesi, che sono uno dei cibi più amti dai cinesi e sono diffusissimi a Shanghai, che li fanno con i gamberetti. I cosiddetti Jaozi hanno una storia molto lunga, infatti i cinesi iniziarono a consumarli già 1800 anni fa, soprattutto in occasioni particolari come i raduni familiari e le feste, dove questo piatto non poteva mancare, in quanto simbolo di allegria e celebrazione.
In particolare alla vigilia del nuovo anno del calendario lunare, ogni famiglia si riuniva e consumava i Jiaozi.
E’ in realtà un alimento molto semplice e di base anche abbastanza povero, in quanto costituiti da uno strato esterno di pasta di farina di grano e da un ripieno, che può essere a base di carne, frutti di mare e verdure, anche se normalmente si utilizzano cavoli, sedano e carne di pecora o maiale.
In questo caso vediamo quelli di carne e cavoli, che sono anche i più classici.

Ingredienti:

  • farina di frumento
  • 2 cavoli 
  • 1/2 kg di carne, manzo o pollo
  • salsa di soia
  • lardo
  • sale
  • olio di sesamo
  • zenzero
  • cipolla 
  • glutammato di sodio.

Preparazione:

Prima di tutto triturare finemente la carne e la verdura mescolandole e amalgamandole con i vari condimenti, quindi lasciare insaporire. Per preparare la pasta, impastare la farina con una quantità di acqua adeguata finché non acquista un aspetto lucido, a questo punto realizzare dei filoni che poi si tagliano in gnocchetti di 2-3 centimetri, per spianarli successivamente prima con la mano e poi con un mattarello, creando dei cerchi di pasta sottili.

Una volta pronti, inserire il ripieno tenendo la pasta con la mano sinistra e con la destra dei bastoncini o un cucchiaio, con i quali riporre al centro dello strato di pasta la carne e la verdura, allora richiudere il tutto con le dita nella forma di un raviolo; attenzione a chiudere bene i bordi della pasta per far si che non si aprano in cottura: si può fare inumidendoli bene con dell’acqua o con della chiara d’uovo.

Quando l’acqua bolle in pentola, gettare i Jiaozi, mescolare di tanto in tanto per non farli attaccare alle pareti. Quando i Jiaozi galleggiano aggiungere acqua fredda, quindi aspettare nuovamente la bollitura, allora  estrarli e servirli.

Come vedete sono molto semplici e genuini, i condimenti sono saporiti ma molto leggeri, e in genere i cinesi li consumano intingendoli in un misto di aceto, salsa di soia e olio di sesamo, che dà loro più gusto; ma si può utilizzare anche una salsa agrodolce o la salsa piccante, molto diffuse. Per bellezza  e per tenerli asciutti vengono serviti dentro queste casseruole.
 

 

la casa di shanghai

Questa città ora è caratterizzata da una precisa identità culturale proiettata verso il concetto di modernità, ma ha mantenuto saldo un tratto di sè che è l’abitazione tipo e che prende il nome di Shikumen (石庫门), dall’arco in pietra che si colloca come un entrata all’inizio di ogni vicolo. Questi vicoli collegano le abitazionioni tra di loro formando una stretta rete di edifici di due o tre piani a mattoni neri o grigi. Tutte le Shikumen sono dotate di cortile, molto piccolo a causa della centralità urbana, che si trasforma nella stanza senza tetto come nelle case romaniche, oasi di riposo dalla strada e dal caos, e dove si riesce a raccogliere l’acqua per coltivare piccoli orti; dove l’aria e la luce entrano a rinnovare le pareti della casa.
Queste abitazioni risultano molto particolari proprio perchè nascono dalla mescolanza di elementi occidentali ed orientali in una fusione tra architettura romanica e quella della società dal basso cinese Yangtze.