Per un po’ di dolcezza!

C’è sempre un dolce tipico, in ogni posto del mondo, perchè tutti prima o poi hanno bisogno di un po’ di dolcezza..magari per sostituire un senso di amarezza.
Il dolce tipico spagnolo è la crema catalana, soffice e appetitosa, ottima per finire un pasto soddisfacente che non sia stato troppo pesante, perchè questo non è sicuramente un dolce light!!
E’ molto semplice ma per i più golosi può essere variata con un po’ di frutta fresca.
   Ingredienti:
  • 500 ml di latte
  •  4 tuorli d’uovo
  •  125 g di zucchero
  •  1 stecca di cannella
  •  1 limone (scorza)
  •  10 g di amido (maizena)
  •  Per caramellare: zucchero di canna
  • 2 pesche
  • 1 cestino di fragole
  • 1 arancia

Preparazione: Mettere a bollire il latte con la cannella e la scorza di limone. Montare bene a crema i tuorli con lo zucchero, aggiungervi la maizena e a filo il latte caldo. Aggiungere la frutta pulita e tagliata a pezzatti piccoli. Versare il preparato in una casseruola e mettere sul fuoco a fiamma moderata, mescolando continuamente fino a quando la crema si sarà addensata. Versarla nelle apposite ciotoline di coccio e farla raffreddare a temperatura ambiente, poi un paio d’ore in frigorifero. Spolverare la crema nelle ciotoline con lo zucchero di canna. Immergere le ciotoline con la crema catalana in un recipiente contenente acqua e ghiaccio (per evitare che la crema si scaldi) e far caramellare lo zucchero nel forno quasi a contatto con il grill per qualche minuto.

involtini de noatri

Sembra facile ma non è difficile!!

Se anche voi volete fare gli involtini primavera, niente paura non è così difficile come dicono.
Prima di tutto bisogna assolutamente che vi rechiate in un bazar di prodotti alimentari cinesi e thailandesi e che cerchiate queste sottospecie di piadine, come appaiono agli occhi, che potrete trovare anche sotto il nome di Spring Rolls, nome inglese degli involtini primavera; li comprate e li fate scongelare…non preoccupatevi potete farne quanti ne volete tanto possono essere ricongelati senza problemi…misteri cinesi!! Ok, a questo punto preparate gli ingredienti:
  • 1 zucchina
  • 1 carota
  • 1 barattolo di germogli di soia
  • 3 champignones medi
  • 1peperone piccolo
  • salsa di soia
  • 50 gr spaghetti di riso
  • olio per friggere
  • 1 uovo

Preparazione:

Mettere a bollire gli spaghetti di riso in abbondante acqua, una volta morbidi scolare ed insaporire con un po’ di salsa di soia. Tagliare tutte le verdure a giulienne e scottare sulla padella i peperoni tagliati fini se non si amano crudi, non cuocere le altre verdure perche sennò farebbero troppa acqua e inumidirebbero il foglio dell’involtino. Separare quindi il rosso dell’uovo dal bianco e disporre un foglio di involtino alla volta su una tovaglietta; riporre in un angolo un po’ di ingredienti a piacere ( si possono infatti anche alternare), cominciare ad arrotolare dall’angolo in cui sono state riposte le verdure fino a poco più della metà, dove gli angoli esterni vengono presi per essere ripiegarti all’interno e continuare così ad arrotolare fino in fondo. Applicare sulla punta finale un po’ di chiaro d’uovo che servirà ad incollare le parti e sigillare l’involtino. A questo punto portare l’olio nella pentola a temperatura ed immergere gli involtini fino a che non sono dorati, scolarli nella carta assorbente è la cosa migliore per togliere l’olio d’eccesso.

 L’antipasto è pronto e si può servire accompagnato da della salsa di soia oppure con la salsa agrodolce,che sicuramente troverete nel solito Bazar alimentare.
 

 

 

 

Per i pellegrini malati..o gli amanti del relax

Beh, veramente non è proprio così, diciamo che questo argomento riguardava più specificatamente il passato….eh gia, perchè proprio a Puente y Hospital de Orbigo, proveniendo da Leòn, c’è uno splendido Hospital che un tempo, eretto probabilmente dai Cavalieri di San Giovanni, era specializzato nella cura dei pellegrini malati e infortunati; spesso per molti giorni i pellegrini non si potevano permettere di fermarsi per delle cure per il tempo o per le spese e questa offerta casca proprio a pennello durante il tragitto che si dirige verso Astorga e comincia oramai ad annunciare la fine. 

 

Ora in questi anni è gestito da una simpatica coppia, lui olandese e lei venezuelana: è un piccolo posticino che dispone di 15 letti, salone, angolo cottura  e acqua calda…che purtroppo non è una cosa sempre assicurata in tutti gli ostelli. La cosa più invitante è forse che ci sono di passaggio d’estate in questo ostello dei giovani fisioterapisti che si fermano a fare tirocinio e che prestano un sarvizio gratuito ai pellegrini ospiti del rifugio, quindi penso si sarà capito che la migliore idea è cercare di pernottare lì perchè non c’è niente di meglio di un bel massaggio dopo la fatica di una giornata di cammino!! 

Un po’ di gossip

C’è chi ama essere sempre aggiornato su attualità, mode, salute, pettegolezzi; c’è chi è effezionato alla propria rivista e vorrebbe poterci rimanere sempre in contatto, c’è chi vorrebbe poter approfondire e discutere gli articoli del proprio giornale preferito o chi semplicemente ama parlare e discutere di un po’ di tutto con tutti….la rivista GRAZIA ti permette anche questo !!
Anche in viaggio Grazia ti permette di aggiornarti sulle ultime novità, sulla bellezza, salute, benessere e tutto quello che esperti e giornalisti commentano sul giornale e tutto quello che anche lettori o blogger possono avere voglia di commentare e condividere!
Grazia è un blog che riporta sia articoli e argomenti presenti sulle edizioni che escono in edicola, sia altri topic di discussione comune; si possono leggere anche per categorie o interessi. E’ strutturato come una rubrica al femminili con consigli, offerte, concorsi, sondaggi, collegamenti ad altri blog che possono interessare al target delle lettrici del giornale; ci sono informazioni e link sugli scrittori e interventori del blog. 
Il blog di GRAZIA  Risulta come un vero e proprio settimanale che però invece di essere statico, viene aggiornato di giorno in giorno ed essendo interattivo permette degli approfondimenti immediati sugli interessi del momento, cosa che un semplice settimanale cartaceo ovviamente non permette, anche perchè quasi nessuno ha la voglia di prendersi la briga di contattare una redazione, visto i tempi lunghi e non certi di risposta.
Mette le lettrici nella possibilità di sentirsi realmente parte di un gruppo e come in una specie di forum di poter dire la loro, accrescendo la voglia di far parte della community di GrAZia.
A chi legge il blog sono proposte infine delle offerte sull’edizione cartacea…quindi, buona lettura!!!

Per le giornate calde

  Quando si cammina cammina e cammina a volte può anche passare la fame…soprattutto nei periodi di caldo torrido. Ma servono energie e non si può non mangiare: per questo si può però optare ad una zuppa fredda, fresca e nutriente: il GAZPACHO! Quella tipica è valenciana ma se ne posono trovare simili variazioni in tutto il paese ed è ricca ma non appesantisce; pasto ideale per continuare a camminare fino a sera!!

 Ingredienti:

  • 1 cipolla
  • 1 piccolo peperone
  •  ½ cetriolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 pomodori maturi
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di paprika
  • 50 g di pane ammollato nell’acqua e strizzato
  • una tazzina d’olio
  • ½ tazzina d’aceto
  • ½ cucchiaino di pepe.
     

Preparazione

Passare nel frullatore tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo. Se risulta troppo denso diluire con un po’ di acqua. Passare successivamente con un colino fino e lasciare alcune ore nel frigorifero. Quando deve essere servito si possono preparare delle tartine con del formaggio o del prosciutto per avere un po’ di gusto in più, oppure semplicemente accompagnare con delle ciotoline  con del pane a pezzatti, un trito di cipolle, pomodori a pezzetti, peperoni e cetrioli sminuzzati. Per gli amatori della sermplicità si possono accompagnare semplicemente delle patate arrosto.

Ovviamente si possono fare delle variazioni e in base hai vegetali che si utilizzano per fare questa zuppa fredda cambierà il suo colore, ad esempio quesa è bianca oerchè utilizza sedano patata e cipolla.
 
 
 
 

 

un viaggio virtuale

Non ci crederete ma a volte non è necessario viaggiare davvero.

Beh se avete paura di partecipare alla festa  reale di San Firmino a Pamplona non è necessario che ci andiate veramente,anche perchè come già detto può diventare un evento molto pericoloso per chi non è abbastanza coscenzioso…
Dicevo che questa manifestazione non può essere fermata da nessuno proprio perchè è parte così fondante della tradizione spagnola, che non vi rinuncerebbe per nulla al mondo, fa parte della memoria di un popolo che non è disposto a dimenticare e che rimane attaccato fermamente alle sue origini.
Ma, per chi vuole provare l’ebbrezza di sentirsi coinvolto in questa sfera di tradizione che esplode in un coivolgimento dettato dal calore spagnolo e che allo stesso tempo non ha la possibilità di recarsi in loco e viverla dal vivo, ecco che ho scovato un appuntamento speciale.
Anche su second life organizzano la festa di San Firmin, dove potrai farti rincorrere dai tori, ballare, bere e festegtgiare con gli altri….basta iscriversi in second life e creare un alter ego di te stesso; con lui imparerai a fare molte e cose e potrai visitare anche molte città-icona di quelle realmente esistenti….stai attento alla pelle del tuo avatar!!!

voglia di solitudine

1/3 del viaggio. Burgos. Le mesetas.
Che cos’hanno di speciale…paesaggio molto suggestivo…l’altopiano.
Un paesaggio semidesertico, tavolata leggermente ondulata, separata da ampie e tranquille valli ricoperte a volte da pietre e a volte da distese di frumento che con le sue spighe spesso bruciate dal sole danno l’idea di navigare in un mare giallo, che incontrandosi con l’azzurro del cielo rende lo spettacolo quasi accecante e sicuramente meditativo. Per kilometri si può riuscire a non incontrare niente e ciò permette alla mente di fare un viaggio nel viaggio, un po’ come la mia di mente sta facendo in questo momento, e forse questo spettacolo gioverebbe ai miei pensieri fornendomi il modo di trovare la via. Chi non si immerge talvolta in questi momenti di distacco dal mondo??
Ecco che nelle mesetas, con il loro clima secco e a volte torrido si staglia davanti allo sguardo perso l’orizzonte, invitandoti ad andare avanti e scoprire cosa ti aspetta, con la rassicurante certezza di un paesaggio che non cambierà: desolazione o pace interiore?
Le città appaiono agli occhi all’improvviso all’orizzonte quasi come dei miracoli e sono frequenti le illusioni ottiche, quindi è difficile calcolare bene le distanze, ricordarsi èmeglio che si attraverseranno le cittadine di Villalbilla, Tardajos, Rabè de las Cazadas, Hornillos del Camino, Fuente San Bol per giungere a Hontanas, tutte contrassegnate co0munque dalla famosa conchiglisa simbolo del cammino.

Gli artisti del legno

Arrivati a questo punto ci si trova immersi nella splendida regione della Rioja, famosissima per i suoi vigneti e soprattutto per la produzione dei più diffusi e amati vini in tutta la Spagna, rossi e di ottima qualità e che spesso vengono utilizzati anche per fare la sangria. Ci sono vari musei compresi infatti quello del vino, ma anche quello che interessa a noi durante il cammino.
A Santo Domingo, definito Campostela Riojana, dove ci fermiamo per pernottare alla fine della 9° tappa, non si può evitare di fiondarsi a vedere il museo e la chiesa prima che chiudano.
Questo Domingo si fermo in questa città dopo essere divenuto frate  e si dedico per il resto della vita alla cura del cammino, costruendo chiese ed hospitales per i pellegrini; alla sua morte venne sepolto dove oras troviamo la cattedrale.
Nel museo è illustrato con un a serie di disegni come si progettavano e costruivano i grandi altari diffusi in tutta la Spagna in legno dorato.
Questi altari, con il nome di RETABLO, erano frutto di un lavoro meticoloso che poteva durare anche diversi anni, e che, come nel caso di quello di Santo Domingo, potevano arrivare a essere finiti senza la supervisione del loro artista progettista che magari moriva prima della conclusione del lavoro.
Questo lavoro prevedeva uno spostarsi di città in città dell’artista che sceglieva i migliori artigiano del posto e presentava il progetto: in caso di approvazione andava lui stesso a sciegliersi gli alberi da utilizzare. 
N.B.: presentando la credeniale avrete degli sconti sul biglietto del museo

con il toro

Questa è una ricetta originaria della regione Cordoba, è un piatto tipico assolutamente fantastico che non si può non assaggiare in Spagna, anche perchè la carne del toro in Spagna è una delle più utilizzate, visto che i tori utilizzati nelle varie corride una volta uccisi vengono mangiati. Effettivamente sono le migliori perchè provengono dalle bestie più forti e curate, sono quelle che durante la vita hanno mangiato meglio e che sono quindi magre ma muscolose.
E’ una cosa orribile ma almeno non viene sprecata tutta quella carne di una bestia che è morta invano cambattendo in una orribile arena; tra l’altro non è ben facile reperire la carne di toro e quindi sempre vengono usate le code.
Rabo de toro

Ingredienti:

  •  1.5 di coda di toro
  • 250 gr di carote
  • 100g di cipolle
  • 100g di porro
  • 6 spicchi d’aglio
  • 400g pomodori
  • 1 cucchiaino di paprika dolce
  • 100ml di dry sherry
  • 50ml di Brandy
  • 25ml di olio d’oliva
  • 10 foglie di alloro
  • 2 cucchaini di prezzemolo fresco
  • ½ cicchiaino di timo essiccato
  • ½ cucchiaino di pepe nero
  • sale
Preparazione:

Taglia la coda di toro in piccoli pezzi, falli rosolare nell’olio e poi toglili dalla pentola. Aggiungi la cipolla tagliata a pezzi, le rondelle di carota, il pezzo di porro e l’aglio schiacciato per scottarli nell’olio rimanente. Pela e togli i semini ai pomodori, tagliali e aggiungili infine alle altre verdure. Aggiungi il timo e le foglie d’alloro. Rimetti la carne nella pentola e aggiungi il brandy e lo sherry su di essa. Copri il tegame e cuoci a fuoco lento finchè la carne non diventa morbida e se ne staccano le ossa. Per questo ci potrebbero volere anche 5 ore ma usando una pentola a pressione si può riuscire a risparmiare un po’ di tempo. Aggiungi altra acqua se si asciuga troppo ma fare attenzione perchè la salsa deve essere asciutta e densa. Cospargi con il prezzemolo e servi con un purè di patate.

C’è chi dice no

C’è sempre qualcuno che non è d’accordo, soprattutto quando si parla di natura ecco gli animalisti puntualmente sbucare fuori a dir la loro, ed effettivamente bisogna ammettere che tutti i torti non ce li hanno!
Anche io non condivido assolutamente questa stupida festa che vede sfruttati i tori inutilmente e unicamente a soddisfare un talvolta insormontabile bisogno umano di sadicità, come non mi piacciono per niente tutti i tipi di lotte che vengono organizzate tra gli animali e che hanno scopo di lucro e quindi comprendono anche scommesse e cose di vario genere; chiaramente parliamo dei casi in cui viene apposta messa a repentaglio la vita degli animali, come ad esempio, per rimanere in tema, la CORRIDA.
Allo stesso tempo capisco però che certe abitudini e tradizione che sono nate nell’antichità con altri scopi o comunque con alla base altre mentalità meno evolute, sono difficili da estinguere perchè mantengono il legame degli uomini alla loro terra, e li fa sentire appartenenti e solidali ad un qualcosa di più grande di loro, e che quindi non eliminerebbero per niente al mondo.
Io la vedo così: se uccidi un animale o è per reale difesa ad un attacco oppure per mangiarlo.
Ma gli animalisti di tutto il mondo non si arrendono mai…e soprattutto amano farlo da nudi, o almeno da seminudi, attuandi ona manifestazione che ha luogo due giorni prima della’inizio della festa e che chiamano giustamente RUNNING OF THE NUDES, in contrapposizione alla CORRIDA DE TOROS!!

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